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2007

VERA MENEGUZZO, testo del catalogo "METAMORFOSI DELLE TRAME"

Possono essere i cerchi all’interno di un tronco d’albero, una corteccia,oppure il contorno di una foglia, il profilo pazzo di una nuvola ogli infiniti minimi dettagli della natura a dare l’attacco ad una creazione d’arte.

E perché no lo strappo della carta? Naturale anch’esso, reso da un rapporto di forze fra la mano che lacera e la resistenza del foglio.Vi appaiono imprevedibili seghettature, dentellature, frastagliature strane. Una casualità che stupisce e innesca altre forme, altri significati.

Su questo stimolante territorio, si cimenta Anna Caser con una produzione assolutamente innovativa nel suo percorso, ma che diquesto conserva tutta la fantastica e penetrante visione del mondo edelle cose. Il collage diventa scacchiera di una partita intellettuale e immaginativa, giocata sulle regole del figurativo e dell’astratto, arbitrata da un surrealismo inedito e magnetico.

I brandelli di immagini scelte fra una grande quantità di giornali si trasformano in vera e propria materia pittorica. La seta di un abito da sfilata, una borsa griffata, una scarpa ultimo modello, la pelle levigatissima di un viso, lenti di occhiali, il contenitore di un qualsiasi prodotto commerciale, il particolare di un paesaggio sitrasfigurano in colore da stendere, in disegno da modellare, in puro ritmo di poesia.

Il quadrante di un orologio è la faccia di una donna ossessionata dal tempo sempre insufficiente. Punte di matita sono foglie, le imbottiture di un divano morbidezze di sabbia. I denti di un sorriso si aprono in un coro di margherite campestri.

Sulla scena cartacea, danzano ballerine esili o comicamente obese, si acquattano gatti  furbacchioni, volano curiose creature dell’aria, nuotano pesci bizzarri. Ma si distendono anche soavi pianure, sigonfiano colline, si agitano di brezza superfici di mare, prende concretezza la musica di un concerto sullo sfondo d’oro.

Caser non dimentica però il potere della usuale pittura. Fra i lacerti, stesure vaste o brevi a tempera o ad acrilico. Straordinario è constatare quanto siano diverse le dimensioni interiori quando siritrovano sulla punta del pennello. Palpitano di verità.

Singolare anche la composizione di ogni opera, fondata su proporzioni ribelli esu una anticonformista prospettiva. Accanto ad una finestra enorme, una microscopica poltrona; le case di una città trovano gravitazione perpendicolare al centro di un cerchio perfetto.

Nel gioco, un altro gioco ancora. In uno dei lavori, un girotondo di bambini fatto con carta ripiegata e ritagliata come se fosse appena uscito dalle prime abilità delle dita dell’infanzia.

Ma il valore di Caser sta soprattutto nel sublime incantamento che la sua arte sa comunicare. Il senso di una realtà sospesa fra la meraviglia, lo smarrimento, l’ironia, il mistero del suo manifestarsi. C’è sempre qualche cosa che non si esaurisce nella suggestione dell’immagine proposta, ma che propaga vibrazioni inaltri contenitori mentali, verso spazi inaspettati. Dietro vi crescono ombre e nostalgie, stupori, paure, felicità, sogni. Tutto è metafora della vita che in fondo è solo una metamorfosi di trame, un giro di carte fecondo.


VERA MENEGUZZO, testo del catalogo Metamorfosi delle trame 2007




 
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